La cerimonia

Chiesa Municipio Risposarsi

In chiesa o in municipio?
Le regole sono diverse,dai dettagli tecnici come le pratiche ed i documenti, al galateo ed ai vestiti.

IN CHIESA

La Chiesa prevede un corso di preparazione al matrimonio che dovrà essere frequentato obbligatoriamente da tutti e dueo nelle Chiesa di lei o in quella di lui. Alla fine di questo corso verrà consegnato un attestato di frequenza che è di assoluta importanza ai fini dell'autorizzazione al matrimonio in Chiesa.
Prima del grande giorno i due futuri sposi dovranno sostenere un esame sulle loro intenzioni riguardo al passo che stanno per compiere e soprattutto sulla loro disponibilità ad avere dei figli e sull' indissolvibilità del matrimonio.
Il matrimonio religioso può avere anche valore civile, perciò alla fine della cerimonia, il sacerdote officiante darà lettura di alcuni dei medesimi articoli che contrassegnano lo svolgimento della cerimonia civile.
Nel matrimonio religioso esistono degli impedimenti.

DOCUMENTI E PRATICHE
Tutti i documenti necessari al matrimonio civile:
CERTIFICATO CONTESTUALE:
in carta libera se rilasciato dal Comune di residenza e ove si contrae matrimonio, in bollo se rilasciato da altro Comune;
ESTRATTO RIASSUNTO ATTO
DI NASCITA IN BOLLO:
tale documento deve venire richiesto presso il Comune di nascita;
PER LO SPOSO CHE NON ABBIA
ANCORA COMPIUTO 26 ANNI :
è necessaria la presentazione del congedo militare o di un documento ad esso equivalente;
SE UNO DEI DUE SPOSI (pur essendo cittadino)
RISULTA RESIDENTE ALL'ESTERO: :
dovrà fare richiesta del certificato contestuale all'apposità anagrafe (AIRE, ovvero Anagrafe Italiani Residenti all'Estero) e dovrà procurarsi una dichiarazione rilasciata dal consolato italiano presso il paese di residenza, dal quale risultino la cittadinanza e lo stato libero.
Tutti gli altri documenti:
CERTIFICATI DI BATTESIMO E CRESIMA
ATTESTATO DI PARTECIPAZIONE AL CORSO DI PREPARAZIONE AL MATRIMONIO
CONSENSO:
rilasciato dalla parrocchia
PUBBLICAZIONI PRESSO LA PARROCCHIA
DEI FUTURI SPOSI:
dovranno essere esposte all'albo nella chiesa, per due Domeniche consecutive dopodichè si otterrà il certificato di avvenuta pubblicazione e il nulla osta alla celebrazione.
Se si è trascorso più di un anno all'estero (o fuori Diocesi), si deve richiedere alla curia del luogo dove si è risieduto un certificato che attesta lo stato libero o un giuramento in cui si dichiari di non avere mai contratto matrimonio durante il periodo di permanenza .
IN QUALE CHIESA?
Gli sposi dovrebbero sposarsi all'interno della chiesa in cui hanno svolto tutte le pratiche, ma se i due sposi abitano lontano dalle loro famiglie e vogliono sposarsi nella città di provenienza, possono farne richiesta al parroco. Ifuturi sposi presenteranno poi questa richiesta alla Curia che decider à se approvarla o no.
CON QUALE SACERDOTE?
E' possibile far celebrare il matrimonio da un sacerdote diverso da quello della parrocchia; in questo caso basterà semplicemente domandare la sua disponibilità.
IL GALATEO IN CHIESA
L'ENTRATA:
E' consuetudine che lo sposo preceda la sposa in Chiesa, dove gli invitati e i parenti avranno già preso posto, di un quarto d'ora circa. Lo sposo entra offrendo il braccio sinistro alla madre e occupa il posto di destra prestabilito.La sposa entra, preceduta dagli eventuali paggetti, appoggiandosi al braccio destro del padre e, seguita dalle damigelle d'onore.
LA DISPOSIZIONE DEI POSTI:
Gli invitati e i parenti si accomoderanno qualche minuto prima dell'ingresso della sposa. I testimoni della sposa si siederanno dietro di lei, quelli dello sposo dietro di lui.
I parenti della sposa occuperanno l'ala sinistra mentre quelli dello sposo l'ala destra. In particolare, i genitori e i fratelli siedono in prima fila, poi seguono i parenti meno prossimi ed infine gli amici.
L'USCITA:
Alla fine della cerimonia usciranno per primi i genitori, poi i parenti più stretti e gli amici degli sposi. Mentre questi aspettano sul sagrato, gli sposi e i testimoni firmano gli atti ufficiali. Dopo aver firmato usciranno i testimoni ed infine gli sposi, accolti da una pioggia di riso e confetti. I novelli sposi saluteranno tutti, intrattenendosi maggiormente con chi non parteciperagrave; al ricevimento.

IN MUNICIPIO

Se un tempo il rito civile era considerato una specie di scandalo, oggi è diventato un evento assolutamente normale; certo un matrimonio in chiesa è sicuramente più suggestivo ma si deve tenere presente che optando per questa scelta si va incontro ad una richiesta di reale impegno che potrebbe avere conseguenze sulla vita futura della coppia. Infatti per la chiesa il matrimonio è un' unione inscindibile, mentre lo stato riconosce il diritto di separazione e divorzio.

DOCUMENTI E PRATICHE
Per potersi sposare è necessario espletare alcune pratiche che servono ad attestare l'effettivo stato libero e la possibilità che il matrimonio avvenga per reale consenso degli interessati e, giustamente, non dietro costrizione. La prassi prevede che entrambe le parti interessate si rechino presso il Comune di residenza e di nascita per recuperare una serie di documenti.Una volta entrati in possesso di tali documenti,e nel caso non si intenda celebrare il matrimonio in Chiesa, sarà sufficiente recarsi nel Comune di residenza di uno dei due futuri sposi dove si potrà finalmente fare richiesta delle "pubblicazioni". La legge dice infatti: "La pubblicazione deve essere richiesta all'ufficiale dello stato civile del Comune dove uno dei due sposi ha la residenza edè fatta nei Comuni di residenza degli sposi".
LE PUBBLICAZIONI:
contengono le generalità dei due promessi sposi e la loro intenzione di unirsi in matrimonio; generalmente questa pubblicazione viene esposta in un corridoio di un edificio comunale in modo che sia, teoricamente, visibile a tutta la popolazione. In realtà quasi nessuno vedrà questi papiri. Le pubblicazioni hanno validità di sei mesi, di conseguenza il matrimonio deve venire contratto entro centottanta giorni.
Dopo il termine del periodo di affissione, se nessuno avrà contestato la futura unione, i due interessati, accompagnati da due testimoni che non necessariamente dovranno essere quelli che presenzieranno alle nozze, potranno ritirare il consenso, fissare la data e le relative modalità. Una cosa da ricordarsi è che nel caso in cui il ritiro dei documenti venga fatto in un Comune diverso da quello di nascita, si rende necessaria la presenza dei genitori. Tutto questo gran trambusto serve esclusivamente ad appurare il vostro effettivo stato di libertà in quanto saprete che lo stato Italiano non ammette la poligamia.
I DOCUMENTI OBBLIGATORI
per il matrimonio civile e religioso:
CERTIFICATO CONTESTUALE:
in carta libera se rilasciato dal Comune di residenza e ove si contrae matrimonio, in bollo se rilasciato da altro Comune;
ESTRATTO RIASSUNTO ATTO
DI NASCITA IN BOLLO:
tale documento deve venire richiesto presso il Comune di nascita;
PER LO SPOSO CHE NON ABBIA
ANCORA COMPIUTO 26 ANNI:
è necessaria la presentazione del congedo militare o di un documento ad esso equivalente;
SE UNO DEI DUE SPOSI (pur essendo cittadino italiano) RISULTA RESIDENTE ALL'ESTERO:
dovrà fare richiesta del certificato contestuale all'apposità anagrafe (AIRE, ovvero Anagrafe Italiani Residenti all'Estero) e dovrà procurarsi una dichiarazione rilasciata dal consolato italiano presso il paese di residenza, dal quale risultino la cittadinanza e lo stato libero.

RISPOSARSI

Ormai è diventato un fatto comunissimo e sempre più frequente; molti però ignorano quali norme siano da osservare in un’occasione così particolare. www.misposo vi aiuta a chiarire i mille dubbi su come comportarsi anche il giorno del secondo sì.

I DOCUMENTI (per il matrimonio in municipio):
PER IL MATRIMONIO IN MUNICIPIO:
divorziati che desiderano contrarre le seconde nozze in Comune devono presentare sia i documenti previsti normalmente dal rito civile, sia la copia dell’atto del primo matrimonio, con relativa annotazione della sentenza di scioglimento e di quella di divorzio (nel caso occorra). Coloro che invece abbiano ottenuto l’annullamento dal tribunale della Rota, dovranno presentare la copia dell’atto del primo matrimonio con l’annotazione a margine della sentenza del tribunale.
PER IL MATRIMONIO IN CHIESA:
Chi si sposa per la seconda volta in chiesa dovrà procurarsi sia i documenti da presentare alla parrocchia.
LE PARTECIPAZIONI:
La compilazione delle partecipazioni seguirà le norme classiche, con un’unica differenza: saranno gli sposi stessi e non i loro genitori ad annunciare le nozze.
IL RITO:
Se i due futuri coniugi hanno ottenuto dalla Sacra Rota l’annullamento del matrimonio precedente allora, se lo desiderano, potranno celebrare il rito anche in chiesa; in tutti gli altri casi invece sarà celebrato solo in Comune.
L'ENTRATA IN CHIESA:
Nel caso si possa effettuare il rito religioso, le norme per entrare in chiesa sono diverse per quanto riguarda colui che accompagnerà la sposa all’altare: non sarà più il padre, bensì il coniuge stesso.
I FIGLI:
Se la sposa ha dei figli adulti potrà farsi accompagnare all’altare da uno di loro; se invece ha un figlio piccolo potrà coinvolgerlo nella cerimonia (col consenso dell’altro genitore) nel ruolo di paggetto e fargli portare le fedi all’altare.
L'ABITO:
Per l’abito della sposa, al bianco è meglio preferire l’avorio o i colori pastello, mentre il velo potrà essere sostituito da un’acconciatura particolarmente raffinata. La sposa potrà anche portare un elegante tailleur con gonna o pantaloni.
LA FESTA:
Nel caso del ricevimento per le seconde nozze non ci sono regole precise: gli sposi potranno organizzare la festa per l’occasione anche qualche giorno prima della cerimonia o dopo il viaggio di nozze. All’inizio del banchetto saranno solo gli sposi a salutare amici e parenti e a farli accomodare a loro tavolo e non più i genitori.